Luna

Sul finire del giorno mi perdo nel blu che sfuma ogni contorno e allontana i pensieri del fare; lasciare che quell’inquietudine che accompagna il passaggio dalla luce all’oscurità, dalla veglia al sonno, che tanto somiglia alla morte, si trasformi in fiducioso abbandono. Attendendo il plenilunio imparo a rallentare; sento che quel volto splendente ha qualcosa da dirmi. Ascolto.

Quello della lente che avvicina la luna a fiori, frutti, esseri umani è un artificio apparente: tutto è fatto della stessa sostanza, immerso in una fitta rete di influenze reciproche, in perenne trasformazione. Luna è uno specchio, un richiamo al lato femminile e notturno di ciascuno di noi al quale possiamo tornare ad affidarci.

Ogni immagine è dedicata ad un'antica divinità lunare: contemplando la luna possiamo riconnetterci ai nostri avi che riconoscevano la natura divina di ogni cosa.

Disponibili stampe fine art in vari formati ed edizioni limitate

Scrivimi: paola.iacopetti@gmail.com

Ringrazio molto l'amico e artista Carlo Delli per questo testo su "Luna" che riporto integralmente.

Paola Luna Iacopetti

 

Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenzïosa luna?

 

Veramente lei è convinto che la Luna esiste solo se la si guarda?

 

So già che mi sarà impossibile scrivere in modo distaccato su queste fotografie. Aprono la porta su aspetti fondamentali del mondo e del vivere umano che sono strettamente legati al mio vivere. L’impresa, lo sforzo, la difficoltà, sarà per me essere sintetico… e so già che non sarò completamente contento di quello che esprimerò.

Queste fotografie infatti contengono in sé tantissimo. Contengono la Natura terrestre, il Cosmo, lo Spirito, la Vita Umana e tutti i rapporti, per lo più sconosciuti, che tra di loro sicuramente esistono. Sicuramente.

Queste fotografie ci mettono di fronte a più di un infinito, ci comunicano la presenza reale di tanti infiniti che si intrecciano nella viva danza dell’Esistere.

 

Quando Paola mi ha chiesto di scrivere un testo per questa sua ricerca mi sono venute in mente le due frasi di apertura. Ho anche pensato che dovevo citarle entrambe, tanto sono importanti, e questo è apparentemente un bel guaio, perché non potrebbero appartenere a due campi più lontani tra loro come l’arte - in questo caso la poesia - e la scienza.

 

Leopardi è il mio poeta preferito, e lo è anche perché sa fare filosofia con la poesia. Il “Canto di un pastore errante dell’Asia” è poi di gran lunga la poesia che più amo. Sentirla recitare da Arnoldo Foa è un’esperienza che sempre mi dà i brividi e la Luna ne è la protagonista insieme al pastore. Lì il rapporto tra l’essere umano e l’astro è rappresentativo del rapporto tra persona e Spirito, tra persona e Dio.

La Luna è Dio e il pastore le parla, e guardando le foto di Paola mi viene in mente questo legame. Possiamo sentirlo anche molto diverso da Giacomo, possiamo sentirlo anche positivo, ma lo sentiamo. Impossibile non esserne attirati come per me è impossibile non essere attirato in questi pensieri guardando queste foto. Tutte.

Qui c’è Luna e sentimento, Luna ed emozione, Luna e Creazione, Luna e Arte. Ogni foto ci cattura sia lì, fuori nell’Universo, sia lì, dentro di noi.

 

Albert guardò il suo collega Abraham Pais con un misto di stupore e rassegnazione: “Veramente lei è convinto che la Luna esiste solo se la si guarda?”

Einstein non credeva che la fisica quantistica fosse l’esatta descrizione della Natura. Si sbagliava, ma non in tutto. In particolare c’è una cosa molto interessante in questa disputa: la fotografia dimostra che la Luna esiste anche se nessun essere umano la guarda!! Ciò non confuta l’idealismo, ma confuta l’idea che le cose esistano solo se vengono osservate da un essere umano.

In evidenza due dei molteplici poteri della fotografia, i più importanti: là evocazione, qui documento. Ed ecco come le frasi si legano tra loro, perché la fotografia compie tranquillamente per sua natura questa fusione, questo apparente miracolo di unire materia e spirito, fantasia e logica, arte e scienza. E poche serie di fotografie come questa compiono questo miracolo, che per la fotografia è però normalità.

 

Togliamo di mezzo anche il dubbio di trovarci di fronte a due distinte serie di foto, quelle dove la Luna dialoga con la Natura e quelle dove dialoga con l’essere umano o le sue opere. Basta dare uno sguardo all’insieme per capire che l’Autrice sente uniti questi due aspetti che pure hanno differenze, anche filosofiche, importanti. È in questa chiave che il lavoro va letto, ed io accolgo con favore questa impostazione.

Infatti, al di là delle possibili differenze, Paola ci fa apprezzare l’unitarietà del rapporto tra le varie componenti del Mondo nel quale noi esseri umani siamo immersi, e la Luna è lo straordinario catalizzatore di questa visione unitaria. Unitaria e quindi fortemente positiva rispetto al senso della vita. Una visione anti-aristotelica, un’idea e un sentire contrari alla divisione e alla catalogazione che frammenta il Mondo in parti che non comunicano tra loro.

E invece la comunicazione, la non-dualità, la fusione, l’UNITÀ, la ONENESS, è quanto di più prezioso possiamo avere. La Luna in queste immagini ci attira come attira l’acqua, osserviamole bene, lasciamoci attrarre, entriamo quasi fisicamente nei mondi che ci offrono, sentiamoci uniti al Tutto. È possibile.

 

Singolarmente ogni foto potrebbe essere commentata a lungo, ma lascio questo piacere, questo vero piacere, ad ognuna/o di voi.

Brevemente. La Luna si riflette innanzitutto nell’acqua, prima fonte e primo elemento di vita non solo realmente ma anche per tutte le tradizioni religiose. La vediamo poi come ispiratrice dell’arte, della musica, della scultura, della pittura. La troviamo e sentiamo sia tra le persone che tra fiori, foglie e frutti, tra olivi, orchidee, girasoli e ciliegi. Sta comoda accostata a colori tenui come a colori forti. Viene vicina, qui, quasi a sfiorarci o rimane lontana a guardarci da lassù. E in un finale che è come l’inizio di innumerevoli storie di vita, si adagia docile, luce che penetra ogni buio, sulla mano di chi la comprende… ma io mi gusto anche promettenti forme femminili, innocue code di danzanti scorpioni e lune con le ali...

 

Carlo Delli, Gennaio 2019